Coltivazione

Cura dei dettagli, passione e dedizione

L’appellativo di “oro rosso” veste meglio di qualsiasi altro.
Lo zafferano è una spezia preziosa, raffinata, e per raggiungere quell’eleganza che tanto la distingue dalle altre è necessario percorrere un processo di preparazione lungo e faticoso. La coltivazione del Crocus Sativus, infatti, richiede una dedizione e un’attenzione particolari, a partire dalla scelta del terreno.

Lo zafferano di Nepi viene coltivato su un terreno argilloso e soprattutto scosceso: questo aiuta a evitare ristagni d’acqua che sarebbero deleteri per i bulbi. I campi in questione sono lunghe distese: se ogni bocciolo produce tre stigmi, va da sé che per raggiungere grosse quantità ci sia bisogno di spazi considerevoli. Con 1 kg di fiori è possibile ottenere appena 12 g di zafferano secco.

La semina parte in estate, in genere durante il mese di agosto. Il clima secco e caldo è perfetto per la coltivazione, che richiede temperature che non superino i 40 gradi in estate e i -20 in inverno. I fiori sbocciano tra ottobre e novembre e sono raccolti a mano, uno alla volta, generalmente nella prima parte del giorno. Passato lo step più delicato del processo, parte subito la mondatura, che consiste nella separazione degli stigmi rossi – i pistilli – dal resto del fiore viola.

Segue, nello stesso giorno, l’essiccazione. Fondamentale per evitare la perdita parziale delle qualità della spezia, la lenta essiccazione per lo zafferano di Nepi avviene all’interno di cabine a calore create ad hoc.

Al termine di tutti i passaggi citati si procede con il confezionamento. Lo zafferano di Nepi viene rigorosamente conservato in piccoli e raffinati contenitori di vetro. Come nella maggior parte dei casi, infine, viene conservato con gli stimmi integri. In questo modo è possibile raggiungere il fine ultimo, vale a dire preservarne l’odore, il sapore e le proprietà nutritive.

 

Dalle analisi sul campione del nostro zafferano condotte dal progetto Italian Mountain Lab che comprende Università Unimont, Università Piemonte Orientale, Università degli studi della Tuscia, risulta che il nostro prodotto appartiene alla categoria I e quindi è di prima qualità.

Il nostro Zafferano di Nepi
Il nostro Zafferano di Nepi.
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