Territorio

Tradizioni locali, sorgenti minerali, storia

Nepi è un comune della provincia di Viterbo, in Lazio. Relativamente vicino a Roma (dista circa 50 km), Nepi si colloca nel pieno centro della Penisola, nel territorio della bassa Etruria, all’interno del bio-distretto della via Amerina e delle Forre. È un paesaggio inviolato, un paradiso pastorale, il luogo perfetto per portare avanti le coltivazioni che garantiscono la conservazione delle tradizioni locali e non solo.

La cittadina prende il nome dall’antica Nepet (o Nepete), che a sua volta avrebbe origine dal termine etrusco Nepa, vale a dire “acqua”. Il rapporto di Nepi con il bene più prezioso al mondo è tale in conseguenza della presenza, sul territorio, di diverse sorgenti minerali, la cui acqua viene imbottigliata e venduta con il marchio “Acqua di Nepi” in tutta Italia. A conferma di questa forte relazione, sono molti i casi in cui la radice del nome rientra all’interno di termini legati al mondo dell’acqua. Accade, per esempio, per il fiume Nera, in Umbria, o per la traduzione greca della stessa parola “acqua”: νερό. Inoltre, il nome del dio del mare Nettuno, in latino Neptūnus, ha un’assonanza che non lascia molti dubbi.

La storia

La posizione geografica di Nepi testimonia i suoi trascorsi storici, inevitabilmente legati al mondo etrusco e latino. Prima alleata e poi nemica di Roma, fu saccheggiata più volte durante le invasioni barbariche, e conobbe proprio nell’alto Medioevo un periodo di notevole splendore. Dopo varie vicissitudini, Nepi si costituì Libero Comune nel 1131; caduta in mano ai papisti e divenuta possedimento feudale, pochi secoli più tardi passò dalle mani di Rodrigo Borgia – futuro papa Alessandro VI – a quelle del cardinale Ascanio Sforza, che aveva appoggiato la sua nomina a Pontefice. È proprio al 16° secolo che risale il Castello Borgia (o Rocca di Nepi, oggi visitabile), inizialmente ristrutturato per Lucrezia Borgia, figlia di Rodrigo e della sua ultradecennale amante mantovana, Vannozza Cattanei.

Oggi Nepi conta poco meno di 10mila abitanti e ha un’economia basata principalmente sull’agricoltura. Il pecorino, oltre allo zafferano, rappresenta un’altra specialità del territorio. Il turismo, invece, offre attrazioni interessanti. Oltre alla Rocca e alle rilassanti passeggiate nel verde, è possibile visitare il Museo Comunale, la Biblioteca e il Duomo.